Il successo di un’idea

IL FOTOGRAFO N.251 | luglio 2013

Articolo di Fabio Castelli. Download pdf >>

 

Scrivo queste note sull’edizione appena trascorsa di MIA Fair 2013 che con estrema soddisfazione considero un ulteriore consolidamento di questa manifestazione, quest’anno giunta alla sua terza edizione. I presupposti di MIA Fair sono noti, ma ritengo opportuno ricordarli brevemente per i lettori de IL FOTOGRAFO: l’appuntamento annuale nasce, e si consolida, perché il nucleo del suo format si basa non solo sull’aspetto fieristico e di mercato ma perché questo stesso aspetto si innesca sulla volontà di coniugare il mercato della fotografia d’arte con la cultura fotografica.

 

È noto che la fotografia d’arte – sia quella più documentaria, che può apparire più attinente al mondo dell’informazione e della cultura generale, sia quella più legata alla ricerca formale e artistica – è entrata ormai anche in Italia a pieno titolo nel mercato dell’arte e nella storia della critica d’arte: MIA Fair è esattamente lo specchio di questa realtà che adegua il nostro Paese alle realtà più avanzate. Premesso questo, tento di delineare brevemente una sintesi dei traguardi raggiunti in questa edizione e delle sue novità. Nel giorno di inaugurazione e nei tre giorni aperti al pubblico, dal 10 al 12 maggio 2013, i 230 stand delle gallerie e degli altri operatori – dall’editoria ai laboratori di produzione delle opere nelle più varie declinazioni – sono stati visitati da 20.000 persone che si sono aggirate per i padiglioni con grande interesse, percepibile dalla loro intensa partecipazione ai numerosissimi eventi in programma: conferenze, presentazioni editoriali, letture portfolio, confronti con operatori specializzati del settore. Il successo evidente mi spinge a descrivere non tanto gli aspetti già consolidati quanto le novità di questa edizione, che sono state molte. Innanzitutto MIA Fair diventa un appuntamento sempre più internazionale tanto che, come ho avuto modo di annunciare in conferenza stampa d’apertura, è in cantiere per il 2014 la nascita di MIA Fair Singapore, in programma dal 23 al 26 ottobre al Marina Bay Sands, nella città che è la nuova capitale dell’arte dell’area orientale, nonché uno dei principali centri finanziari del mondo. Questa operazione diventa possibile anche perché, come mi è stato segnalato da molti galleristi presenti in fiera, il flusso di vendite, nonostante la crisi economica in atto, è stato notevole, confermando l’obiettivo di MIA Fair di coniugare mercato e cultura. Un’altra importante novità è stato il progetto Codice MIA, una lettura portfolio assolutamente inedita e innovativa nel suo genere, che ha visto 45 fotografi, selezionati dal comitato scientifico, sottoporre i propri lavori ad alcuni dei massimi esperti di collezionismo a livello internazionale, quali Lisa K. Erf (direttore della Collezione JPMorgan Chase Art), Michael Benson (direttore del Prix Pictet), Simone Klein (capo del dipartimento fotografia di Sotheby’s Parigi), Catherine Borissoff e Marianna Sardarova (art advisor e collezionista da Mosca) e grandi collezionisti americani come W. M. Hunt, Kai Loebach, David Raymond, l’olandese Reyn Van Der Lugt e gli italiani Anna Rosa e Giovanni Cotroneo e CAP – Contemporary Art Projects (Massimo Buffetti e Paolo Argliardi). Al proposito da ricordare l’affollata conferenza – nonostante si svolgesse in inglese – del collezionista americano William Hunt, che ha saputo inchiodare e divertire gli spettatori con la sua simpatia e sagacia. «Mai prima d’ora – hanno affermato gli artisti – ci siamo sentiti considerati, gratificati e sostenuti nel prosieguo della nostra carriera da personalità così importanti, veri e propri opinion leader del settore».Il premio Codice MIA è stato assegnato al fotografo norvegese Bjørn Sterri, al quale verrà riservato uno stand, a titolo gratuito, nell’edizione 2014 di MIA Fair. In linea con l’accentuazione della linea culturale, il settore editoria di quest’edizione è stato protagonista di una notevole crescita della qualità e della partecipazione degli espositori che ha visto il rafforzamento della presenza straniera, soprattutto tedesca, belga, francese e olandese (che quest’anno ha occupato una posizione di spicco attraverso la partecipazione di 7 realtà di altissimo livello). Sempre tra le nuove iniziative, particolare rilievo assume il Premio Tempo ritrovato dedicato agli archivi fotografici da salvare: tra i tanti progetti pervenuti, il comitato scientifico ha assegnato il premio all’archivio di Federico Garolla (Napoli, 1925 – Milano, 2012). Dell’archivio del fotografo napoletano, che documenta la sua attività professionale dal 1948, la giuria ha posto l’accento soprattutto su quegli aspetti che documentano la vita sociale dell’Italia degli anni Cinquanta. Una cospicua selezione di queste opere è stata posta in mostra durante MIA Fair, dando modo a migliaia di persone di conoscere il lavoro di un importante fotografo ancora poco noto, ma soprattutto il premio consente di finanziare il progetto di studio e archiviazione a regola d’arte dello stesso archivio. Su questi temi si è tenuta una conferenza molto seguita con esperti del settore quali Roberta Valtorta, Renata Ferri, Gigliola Foschi, Lucia Miodini e Gianluigi Colin. Tra gli eventi editoriali voglio ricordare la conferenza sul libro d’artista con Giorgio Maffei, Christoph Schifferli e Claudio Palmigiano; quella sull’editoria olandese, con il direttore di Foam, Marcel Feil, la curatrice Hester Kejiser, Lars Boering e il direttore del Dutch Doc Award, Eric Wie; quella sull’importanza e funzione del dummy per lo sviluppo di progetti di libri fotografici alla mostra del Photobook dummy award di Kassel, che ha riscontrato un grande successo e una grande partecipazione da parte del pubblico, oltre ad essere un ulteriore stimolo alla valorizzazione dell’editoria indipendente autoprodotta e di ricerca, presente in fiera nell’area del basement ad essa dedicata, dove si sono svolte anche le molte presentazioni editoriali. Nella logica culturale di MIA Fair, il settore editoria svolgerà un ruolo primario anche nell’edizione futura di Singapore. Il Premio BNL Gruppo BNP Paribas è andato a Luigi Erba (Lecco, 1949; www.luigierba.it) e Roberto Berné (Roma, 1976; www.berneassociati.eu), con la fotografia Paesaggio #7, presente nello stand di Con-Temporary Art Gallery di Paola Sosio (www.temporaryartgallery.it), uno di quelli che presentavano un progetto a quattro mani, opera che arricchirà il patrimonio artistico della Banca che, ad oggi, vanta circa cinquemila opere. Risulta difficile, in questo spazio redazionale, testimoniare delle tante altre manifestazioni di partecipazione e di successo che stanno contribuendo a fare di MIA Fair un appuntamento imperdibile a livello internazionale; voglio esprimere la mia gratitudine a tutti i collaboratori che stanno contribuendo al suo successo e, tra questi, ai critici e studiosi del comitato scientifico – Gigliola Foschi, Elio Grazioli, Roberto Mutti, Enrica Viganò, 3/3 Photography Projects – che con il loro prezioso e appassionato lavoro mi aiutano a creare e mantenere ad un alto livello la singolarità del progetto.

Fabio Castelli, ideatore e direttore di MIA Fair